Li Pai Taijiquan

CHE COSA È “PENG” NEL TAIJIQUAN?

Non una semplice spinta, non certo un semplice protendere in avanti.

Immaginate il vostro corpo come un involucro vuoto che viene fatto crescere dall’interno al pari di un palloncino…quello è Peng!

Il corpo è il palloncino, il Qi (energia) e lo Yi (intenzione) sono l’aria al suo interno. Il Dantian la pompa che emette questa aria.

Peng è la forza in espansione che dal Dantian si propaga attraverso tutto il corpo in ogni direzione. Non sulle mani, non sulle braccia, ma lungo tutto il corpo in modo da far scaturire quella che in gergo viene chiamata “Zhengtijin”, ovvero la forza totale del corpo>

(GM Zhang Shaotang, Caposcuola del Li Pai Taijiquan)

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Usare i principi del TaiChi nel consueto vivere.

Una delle tante peculiarità e utilità di un sistema basato sui principi del TaiChi, è proprio quello di muoversi o fare qualsiasi gesto come, tirare, spingere, premere, camminare, afferrare e naturalmente tante, tante altre azioni che eseguiamo in ogni momento durante la giornata, impiegandole come tecniche apprese durante le lezioni in palestra con il proprio insegnante.

Questo modo di “sentire” il movimento, obbliga la mente ad una concentrazione implicita e una connessione e presenza con il proprio corpo, permettendoci di concentrare e stabilire un contatto con ogni area e fascia muscolare. Ecco perché i movimenti del TaiChi sono così lenti da essere percepiti dai più come una danza praticamente infruttuosa ai sensi di migliorare la propria salute e tonicità, con l’idea stereotipata che un’attività motoria valida debba essere eseguita esclusivamente con ritmi veloci e/o movenze cadenzate, settoriali e con pesi. Nulla di più errato!

Ogni azione che svolgiamo durante la giornata, come ad esempio spingere un carrello al supermercato, tirare il guinzaglio del cane, afferrare la bottiglia dell’acqua, chinarsi per prendere un oggetto da terra o semplicemente stringere la mano ad un conoscente, offre il momento di riconoscere le diverse forze in atto e che si apprendono durante le lezioni di TaiChi in palestra (ting jin – l’energia interna che ascolta).

La gestione non più delle stesse abitudinarie fasce muscolari che creano nel tempo disfunzioni o atrofizzazioni di altre fasce, ma la sincronicità e consequenzialità dell’intera massa corporea, ne aumenta le prestazioni, utilizzando ciò che serve per ottenere la massima efficacia con il minimo sforzo. Alla fine non sono più le stesse azioni mnemoniche, ma movimenti imposti inizialmente dalla mente conscia dopo l’aver appreso un “sistema” che si avvale della tensegrità del proprio corpo.

Distendere la schiena, ponendo enfasi sulla sommità della testa che punta verso il cielo, ruotando leggermente in avanti le anche, rilassando le spalle con la chiusura naturale dello sterno, scaricando l’intero peso del corpo negli arti inferiori leggermente piegati, porta ad un rilassamento (fang song – rilassamento attivo), che rinforza la postura correttamente, ridistribuendo le forze in atto, contribuendo a migliorare l’equilibrio e tonicità dell’intera nostra struttura.

I benefici che ne scaturiscono sono numerosi, tutto l’insieme neurale dovuta alla concentrazione, concorre ad una concatenazione nuova e vincente su tutto l’organismo, la mente ordina e il corpo esegue.

Tutto ciò non s’impara con poche ore in palestra la settimana, ma con la consapevolezza che diventa man mano sempre più stabile con il passare del tempo e che offre non solo una migliore salute fisica, ma una migliore condizione di vita.

Gianluca Savini

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Alcune immagini di pratica e non, del Summer Camp giugno 2018

…applicazione con Qinna, del Maestro Zanetti…

     

…momenti di relax e pratica giornaliera durante il Summer Camp 2018 presso il Park Hotel di Castrocaro Terme (FC).

 

 

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放松 Fàng sōng – Rilassare (il corpo) e掤劲 Peng Jin – Energia di espansione, descritta dal Maestro Zanetti dell’Associazione Longzhao:

“Molte persone passano anni a studiare il Tàijíquán, ma per la maggior parte di loro il progresso è lento e non riescono ad acquisire completamente le intrinseche abilità. Parte di questo problema è probabilmente la pratica insufficiente, ma un elemento significativo è la comprensione delle abilità di base che i principianti sono tenuti a sviluppare. Senza una buona comprensione mentale e fisica delle abilità di base del Tàijíquán, non verrà sviluppato un alto livello.

I principianti di Tàijíquán devono quindi prestare particolare attenzione alle abilità di base del Tàijíquán, senza di esse i miglioramenti saranno davvero molto limitati.
Queste abilità sono complementari l’una dell’altra ed acquisite lentamente, attraverso la pratica. Tuttavia, Fàng sōng e Peng Jin sono le più importanti, perché senza di esse non si arriverà a possederle tutte.

放松 Fàng sōng – Rilassare (il corpo)
E’ un rilassamento che riguarda sia la mente che il corpo.
La mente si calma consentendo al corpo di rilassarsi ed al Qi di centrarsi.
Quindi, una volta che la mente è calma e rilassata il corpo si rilasserà.
Nel Tàijíquán si dice:

Dalla lentezza viene la morbidezza
dalla morbidezza nasce il rilassamento
Respirando lentamente il cuore (mente) diverrà calmo
con il cuore (mente) calmo diverrai rilassato”

Il rilassamento è fondamentale perché è la base per la leggerezza e la pesantezza, il pieno e il vuoto, la lentezza e la velocità, il morbido e il duro.
Per imparare il rilassamento bisogna percepire le “differenze” e le “variazioni” toniche dei muscoli. Il rilassamento e la calma sono condizioni essenziali, e non le si studia mai abbastanza. Non si devono interpretare come flaccido.
Un bambino, per esempio, ha molta energia, ma è morbido ed allo stesso tempo duro.
Un bambino non è mai rigido. Il corpo intero deve giungere a questo stato di rilassamento cosciente, dalla testa ai piedi, senza dimenticare i muscoli del viso. Avendo il corpo completamente rilassato, il nostro Qi fluisce più facilmente e permette un movimento migliore. Un grande maestro di Tàijíquán disse: “Attraverso la pratica del Tàijíquán tutto il corpo si deve rilassare e abbassare.
Bisogna essere rilassati completamente e tutte le giunture del corpo devono sciogliersi fino alla punta delle dita ed è solo attraverso il rilassamento (compreso l’energia Peng), che si può scaricare completamente la potenza. Quindi l’energia scaricata sarà potente e veloce come il lampo, e l’avversario non potrà reagire in tempo”. Rilassamento e calma sono collegati, prima di tutto si deve rilassare la mente. Nel Tàijíquán, quando una parte del corpo si muove anche le altre parti si muovono, e quando una è ferma, anche le altre sono ferme. Il movimento e la quiete sono sotto il controllo della mente, questo è il motivo per cui praticando Tàijíquán dobbiamo essere rilassati e calmi e in uno stato di concentrazione totale. E’ solo quando abbiamo raggiunto questo stato mentale che possiamo sviluppare la profonda sensibilità che è ciò che i classici descrivono: “una piuma non può adagiarsi e una mosca non può posarsi su alcuna parte del corpo”. Se il cervello si trova in uno stato di rilassamento e di pace, la nostra mente/intento dovrebbe riuscire a fare in modo che i nostri organi interni, i muscoli, i tendini, e le giunture del corpo siano rilassati, sciolti e allungati. I classici di Taiji dicono “La pelle deve essere sensibile; tutte le giunture devono essere sciolte”. Un grande maestro del passato diceva “dobbiamo allungare il nostro corpo dai punti opposti, se una parte del nostro corpo va in su, l’altra deve scendere”, e anche “se scarichi la potenza sulla destra, devi sciogliere e abbassare la parte sinistra del corpo”. I principianti dovrebbero cominciare a rilassarsi ed allungarsi e più avanti nella pratica, possono cercare di capire l’apertura e la chiusura del corpo. Ottenere il rilassamento (Song) è estremamente importante, specialmente nel Tuī Shǒu (spinta con le mani). Questo è un fatto che tutti sanno e sembra, all’apparenza, molto facile da raggiungere, ma non è così. Si sa bene infatti che i principianti non riescono a rilassarsi facilmente, e spesso i maestri ripetono: “Non sei rilassato abbastanza!”. Si deve infatti realizzare il rilassamento dell’intero corpo. Iniziando con la leggerezza (qing) si può gradualmente realizzare il rilassamento. Nei passi la gamba è alzata leggermente, e leggermente abbassata. Occorre muoversi “come un gatto che caccia un topo”. Per migliorare la pratica della forma di Taiji occorre “Sciogliere le quattro parti”, cioè le principali giunture del corpo, articolazioni delle spalle e delle anche. Dobbiamo fare attenzione a rilassare il torace, e solo quando è totalmente rilassato, che possiamo eseguire tutti i movimenti partendo da esso. Se è rigido, si riempie con il nostro Qi, e quando è pieno, non riesce a coordinare i movimenti di tutto corpo, e verremo sicuramente battuti in ogni caso. La cosa più importante è far partire tutti i nostri movimenti dalle anche e dal torace. Quest’ultimo non deve essere pieno di Qi o Jing quando pratichiamo, sia che siamo in apertura o in chiusura, deve essere rilassato ed il modo per rilassare il torace è sciogliere le spalle. Questo è il motivo per cui i classici di Taijiquan dicono che la rotazione (il movimento libero) delle braccia, si basa sulla giuntura delle spalle e la neutralizzazione (della forza in entrata) è nel torace e nella vita. Il modo per rendere leggera la vita è sciogliere l’articolazione delle anche. Se non è sciolta, la vita è rigida. Le giunture devono rilassarsi, ma come conseguenza le altre parti del corpo devono lavorare duro, in particolare le gambe. Quando un’articolazione è rilassata, è libera di ruotare senza resistenze. I classici del Tàijíquán dicono che la pressione di una piuma causa il movimento, come un cuscinetto a sfera nel quale il tocco più leggero induce la rotazione. Con i fianchi rilassati, le gambe lavorano molto di più. Quindi, per il principiante, la pesantezza nelle braccia e nelle gambe sono indicatori che l’abilità di Fang Song è in fase di sviluppo. La rigidità è difficile da riconoscere, ma i suoi effetti sono facili da vedere poiché le articolazioni si irrigidiscono e si alzano. Quando invece si è rilassati, il corpo, in particolare i fianchi e le spalle, affondano in basso. La maggior parte delle persone hanno bisogno che si mostri loro il metodo più volte prima di capire, e poi di essere corretti più volte prima di eseguirli correttamente. Le forme o Taolù del Tàijíquán sono il libro su cui è scritto il metodo, ciascuna postura offre l’opportunità di comprendere i vari livelli di rilassamento del corpo. Tutte le articolazioni possono considerarsi suddivise in superiore, inferiore, anteriore e posteriore, e ogni parte deve essere rilassata. Nelle anche ad esempio, la rigidità della parte superiore è più evidente. Quando si ottiene il rilassamento della parte anteriore, si deve rivolgere l’attenzione alla parte posteriore e poi alla parte inferiore. Quando una giuntura si rilassa, le altre parti del corpo assumono il carico di lavoro per sostenere il corpo. In principio, questo è avvertito maggiormente nelle gambe.
C’è un detto, per ottenere il Gongfu del Tàijíquán occorre andare a letto con le gambe stanche e svegliarsi con le gambe stanche.

掤劲 Peng Jin – Energia di espansione
Peng Jin è l’abilità di base per praticare correttamente Tàijíquán, tutte le altre abilità sono permeate su Peng Jin.
Essa deriva ed è strettamente collegata al rilassamento del corpo (Fang song) e alla distensione tendinea, senza la quale non vi sarà Peng (espandere).
In sostanza, si distendono i tendini senza raddrizzare le articolazioni. Peng non è un’abilità naturale o istintiva, ma deriva da un lungo periodo di pratica corretta. Si tratta di una abilità essenziale nel Tàijíquán, e viene utilizzata sempre, spostando, bloccando, colpendo, avvolgendo, etc. etc. Peng Jin è difficile da acquisire, per questo motivo la maggior parte delle persone non ottiene un buon risultato e inoltre, molti insegnanti non hanno questa capacità e così non è possibile per i loro studenti acquisire tale abilità. Tutte le altre abilità del Tàijíquán sono utilizzate attraverso Peng. Tutti gli otto Jin hanno il loro fondamento in Peng. Occorre una postura corretta, combinata con la formazione interna del Jin per essere in grado di esprimerla correttamente. Se non si è capito Peng, allora non si avranno gli altri Jin del Tàijíquán. Senza il rilassamento (Fang song), il corpo è rigido e Peng non è presente. Se il corpo è troppo rilassato, Peng non si sviluppa.Senza stiramento dei tendini le parti del corpo non sono collegate correttamente, e Peng non è presente. Se gli arti e il corpo sono troppo allungati diventano rigidi, e Peng non si sviluppa. Perciò è chiaro che deve essere mantenuto un certo “equilibrio” per sviluppare Peng. Se una qualsiasi parte del corpo non ha Peng  occorre porvi rimedio in modo appropriato. Spesso Peng viene perduto se i fianchi e le spalle si irrigidiscono o non si rilassano sufficientemente. Coloro che non comprendono Peng, a malapena scorgeranno la superficie dell’arte, ma un’immersione totale nell’allenamento porterà alla sua comprensione. Naturalmente è richiesto che un buon insegnante, con una buona conoscenza teorico-pratica guidi il praticante verso questa basilare comprensione. Quando Peng è presente, dall’interno del corpo viene trasferita una pressione al terreno e il processo di distensione tendinea collega il corpo in modo tale che questo avvenga senza sforzo. Quando si tocca il Peng dell’avversario, si possono capire i suoi più piccoli movimenti ed i suoi disequilibri. Questo ci permette di conoscere la direzione migliore per attaccare, nonché le sue intenzioni. L’abilità di ascolto (Ting jin) avviene attraverso Peng Jin. Peng è utile per neutralizzare una forza in arrivo poiché, con le giunture rilassate, il corpo diventa facile da muovere e allungando i tendini è collegato all’intera struttura. In questo modo, la più piccola pressione sul corpo provoca una rotazione, un movimento. Peng consente quindi una risposta rapida ad un attacco rapido, ed una risposta lenta per un attacco lento. Nella pratica della spinta delle mani (Tui shou), si dice che i praticanti varcano la soglia solo quando hanno imparato il significato di Peng Jin. Durante la pratica, qualsiasi parte del corpo dovrebbe fare uso di questa forza.

Il Li pai Taijiquan (Taijiquan della scuola Li), conosciuto anche come Li pai Quanfa (Metodo della scuola Li), è uno stile unico, estremamente raro al di fuori della Cina. Essendo il prodotto finale della ricerca e del perfezionamento di diversi metodi di combattimento come il Taijiquan del Nord (lignaggio di Yang Luchan), il Taijiquan del Sud (lignaggio di Gan Danran), lo Yue shi Xinyiquan di Yue Qingshan, il Baguazhang di Dong Haichuan e un particolare metodo dello Shaolin del Nord, esso fonde insieme i principi intrinsechi di tutti. La particolarità dello stile risiede nel saper riassumere in modo comprensivo e coeso differenti metodi e principi, in un sistema completo, capace di fondere insieme il duro e il morbido, l’interno con l’esterno. Il Li pai Taijiquan, oltre alla parte marziale, presenta anche una parte meditativa molto importante, sia statica (in piedi, seduti e sdraiati) che dinamica, nonché numerosi esercizi di Qigong. Nello stile si dice: “esprimere il Dào attraverso l’arte marziale”. Con il suo particolare metodo di allenamento lo stile incarna i principi e le leggi che soggiacciono ai cambiamenti tra Yin e Yang e le interrelazioni dei cinque agenti; lo stile riflette completamente la visione del movimento cosmico di divisione e unione, unione e divisione in cui tutto si muove incessantemente e tutto fa ritorno alla propria origine, così come l’uomo e la sua arte marziale. A causa della sua chiusura lo stile è rimasto sconosciuto ai circuiti delle arti marziali cinesi, mantenendo integralmente gli insegnamenti tradizionali, evitando quegli ammodernamenti e semplificazioni che molti stili hanno subito durante gli anni ’70 e ’80. E’ uno stile dal sapore molto antico in cui è possibile rintracciare tutta la sapienza delle vecchie generazioni.
In Europa lo stile Li Pai Taijiquan, è insegnato in modo completo solo dalla LI PAI TAIJIQUAN EUROPE, che invita ogni anno in Italia il M° Kuang Haijun.

Shifu Maurizio Zanetti – 查振武 (Zhá Zhènwǔ)

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Qinna
Il Maestro Kuang Haijun e l’insegnante Gianluca nella fase di applicazione di un Qinna (擒拿)

Nel corso Qian Kun, lo stile di Taijiquan praticato è il Li Pai.

L’attività viene svolta tutti i lunedì e i mercoledì dalle 19:30 alle 21:00 presso la palestra dell’ITIP “Bucci” in via Camangi 19 a Faenza (RA), il nostro  insegnante Gianluca Savini, abilitato e riconosciuto dalla International Longzhao Gongfu Association del Maestro Zanetti e dalla UISP (ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI presente sull’intero territorio italiano), svolgerà le lezioni di Taijiquan stile Li Pai.

Il Li Pai è uno stile di Taijiquan estremamente raro al di fuori della Cina, combina diversi metodi come il Taijiquan del Nord ( lignaggio di Yang Luchan ), il Taijiquan del Sud ( lignaggio di Gan Danran ), lo Yue shi Xinyiquan di Yue Qingshan, il Baguazhang di Dong Haichuan e un potente metodo dello Shaolin del Nord.

A causa della sua chiusura, lo stile è rimasto sconosciuto in occidente, mantenendo integralmente gli insegnamenti tradizionali del passato.
Uno stile dal sapore molto antico, insegnato integralmente in Europa esclusivamente dalla nostra Associazione, su autorizzazione della Langfang “Shi San Dan” Taiji Culture Divulgation Association del GM° Zhang Shaotang di Lanfang.

Nel 2014 lo stile Li Pai Taijiquan è stato riconosciuto, dal Governo Cinese, come “Ortodosso” e “Patrimonio Culturale Inviolabile della Nazione Cinese”.

Video Promohttps://www.youtube.com/watch?v=HWiwiut4HUs

FaceBookhttps://www.facebook.com/gianluca.savinitaijiquan

 

 

 

 

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