Ziran, Fangsong e Yinian 

Tre parole. Tre porte. Un solo percorso.

Chi si avvicina al TaiChi o più propriamente detto Taijiquan, porta spesso con sé l’idea che questa arte si impari come si impara a guidare e cioè, memorizzando movimenti, correggendo posture, accumulando sequenze su sequenze. È un punto di partenza comprensibile, ma nel tempo si scopre che il Taijiquan chiede qualcosa di più sottile, di più profondo. Chiede una trasformazione del modo in cui ci si mette in relazione con sé stessi, con il corpo, con il momento presente.

Nel cuore di questa trasformazione vivono tre principi fondamentali, Ziran, Fangsong e Yinian. Non sono regole tecniche da applicare. Sono disposizioni interiori da coltivare dentro e fuori dalla palestra.

Ziran: la naturalezza.

Ziran ha un significato come questo “essere così come si è”, spontaneità, naturalezza. In pratica, significa smettere di lottare contro il corpo e il movimento.

Quante volte, durante una forma o taolu, hai sentito la vocina interna che diceva: “Il piede dev’essere così, non piegare troppo il ginocchio, tieni giù le spalle, le braccia non rigide”. Questa voce non è la pratica, è un ostacolo alla pratica.

Ziran non è abbandono né goffaggine, é il riconoscimento che il corpo se lasciato libero di trovare la propria strada all’interno di un movimento, tende alla soluzione corretta più spesso di quanto pensiamo. Un albero non decide come crescere verso la luce, lo fa e basta.

Nel concreto quando esegui una transizione tra due posture, prova a non “mettere” il corpo da qualche parte, ma lasciarlo arrivare. Se una posizione ti crea sforzo o squilibrio, non è necessariamente sbagliata la posizione, potrebbe essere solo errato il modo in cui ci stai andando. Ziran ti invita a cercare il percorso di minima resistenza, che spesso è anche il più efficace.

La nostra scuola con radici negli stili Li Pai e Chen, coltivati in anni di lavoro con insegnanti di profonda esperienza, riconosce in “Ziran” non un punto di arrivo ma un compagno di viaggio costante, presente fin dal primo giorno di pratica.

Fangsong: il rilascio che apre tutto.

Questa parola viene spesso tradotta come “rilassamento”, ma tradotta in italiano è troppo morbida, quasi passiva. Fangsong è invece una consapevolezza attiva del rilascio, è l’atto di lasciare andare le tensioni fisiche ed emotive che sono dentro di noi e che spesso vi abitano da anni senza che ce ne accorgiamo.

Le spalle sollevate. La mascella serrata. Il diaframma trattenuto. Il bacino bloccato. Queste tensioni non sono semplici abitudini muscolari, sono storie scritte nel corpo e il Taijiquan, praticato con Fangsong, diventa uno degli strumenti più potenti per riscriverle.

Anche qui, nel tangibile, inizia da ciò che puoi osservare. Prima di partire con alcuni movimenti in sequenza, fai una scansione interna, dove senti resistenza? La testa tende ad inclinarsi, tienila dritta. Le spalle tendono a salire verso le orecchie, lasciale scendere. Il petto tende a gonfiarsi, lascialo morbido. I pugni tendono a chiudersi, lascia le dita aperte e vive.

Durante il movimento, ogni volta che percepisci una tensione, non combatterla, osservala, sii presente perché il semplice atto di portarci l’attenzione spesso la dissolve.

Un dettaglio che spesso sorprende i praticanti è che il Fangsong non riguarda solo i muscoli, riguarda anche la mente perché una mente rigida produce un corpo rigido. Durante la pratica bisogna imparare a lasciare andare i pensieri ossessivi, come ‘sto sbagliando’ o ‘gli altri mi guardano’. Lasciare andare queste domande interiori è importante tanto quanto sciogliere la tensione nelle spalle.

Yinian: l’intenzione che muove senza sforzo.

Yinian è il principio più affascinante e per molti, il più difficile da comprendere all’inizio. Si traduce come “intenzione”, ma è più preciso dire che è la direzione della mente che precede e guida il movimento.

Nel Taijiquan si dice: “prima si muove Yi, poi si muove il Qi, poi si muove il corpo”. L’intenzione non è uno sforzo mentale costretto, non è “pensare intensamente” a dove deve andare il braccio. È più simile a uno sguardo, sai dove vuoi arrivare e il corpo ti segue.

Nella realtà prova a fare questo, invece di spingere il braccio in avanti durante una spinta, immagina che la mano voglia toccare qualcosa che è appena oltre la tua portata. Percepisci come il corpo risponde in modo diverso? Più integrato, più fluido, meno muscolare? Altro esempio? Invece di sforzarti di stare dritto “tirando” i muscoli della schiena o del collo, immagina che alla sommità della tua testa sia attaccato un filo molto sottile che ti sospende al soffitto. Senti come il corpo non è più rigido, ma “appeso”? La colonna si distende naturalmente verso l’alto per gravità inversa, mentre le spalle e il bacino si rilassano verso il basso. In questo modo, non stai facendo lo sforzo di stare dritto, stai usando l’intenzione per permettere alla struttura di allinearsi senza tensioni superflue. Yinian è il principio che distingue il Taijiquan come arte marziale interna da un semplice esercizio coreografico. È ciò che trasforma una sequenza di posture (taolu), in un dialogo tra mente e corpo. E con la pratica (anni di pratica), con la guida di insegnanti che hanno percorso quella stessa strada, l’intenzione diventa sempre più sottile, sempre più efficace, e lo sforzo fisico sempre meno necessario.

Tre principi, una pratica sola.

Ziran, Fangsong e Yinian non si praticano in sequenza, come fossero tre gradini. Sono tre aspetti della stessa qualità di presenza. Quando sei naturale (Ziran), puoi rilasciare davvero le tensioni psicofisiche (Fangsong). Quando hai lasciato andare, l’intenzione (Yinian) può fluire senza ostacoli. E quando l’intenzione è chiara e libera, il movimento diventa naturale da sé.

Questo è il cerchio virtuoso del Taijiquan.

Non importa se sei al tuo primo mese di pratica o al tuo ventesimo anno, questi tre principi ti accompagneranno sempre, offrendo ogni volta un livello più profondo di comprensione. Sono inesauribili, come l’arte che li contiene.

Vieni a “provare” gratuitamente questo tipo di esperienza in palestra, ti aspettiamo.